Note di Sala con Guida all’Ascolto | Orchestra d’Archi Italiana – “Deutsche Tänze”

ANNO SOCIALE LXXXVI
9° Concerto 1441° DALLA FONDAZIONE

Le Note di Sala, il Programma ed i nostri Suggerimenti all’Ascolto: una introduzione ai brani che l’Orchestra d’Archi Italiana presenteranno nel Concerto “Deutsche Tänze” di Mercoledì 28 Marzo alle ore 20.30 al Teatro Lirico G. Verdi per la Stagione Cameristica della SdC 2017/18.

Per farvi accompagnare nel percorso di ascolto proposto, che comprende anche arrangiamenti per strumenti diversi ed alcune curiosità, basta fare click sui titoli nella sezione “suggerimenti all’ascolto”

Orchestra d’Archi Italiana
Enrico Bronzi, direttore e violoncello

PROGRAMMA

Joseph Haydn (Rohrau 1732 – Vienna 1809)

  • Dodici Danze tedesche, Hob. IX: Anhang (versione per archi di Bernhard Paumgartner)
  • dalla Sinfonia n. 13 in re maggiore, Hob. I: 13
    II. Andante cantabile (per violoncello e archi)

Suggerimenti all’Ascolto

 

 

Simone Fontanelli (Milano 1961)

  • Tagebuch eine fahrenden Tänzers” (2017) per violoncello e archi

    Prima esecuzione assoluta, commissione della Società dei Concerti di Trieste

Suggerimenti all’Ascolto
nessuna anticipazione è possibile ma ecco un assaggio di un altro lavoro:


  • Simone Fontanelli – “In segreta solitudine”, for cello and strings – Enrico Bronzi, cello

 

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Wolfgang Amadeus Mozart (Salisburgo 1756 – Vienna 1791)

  • Cinque Controdanze per archi, flauto e tamburo K 609

Suggerimenti all’Ascolto


  • W. A. Mozart – KV 609 – 5 Contredances for orchestra


  • Mozart / 5 Contredanses for Orchestra, K. 609

Ludwig van Beethoven (Bonn 1770 – Vienna 1827)
dal Quartetto per archi n. 13 in si bemolle maggiore, op. 130 IV. alla danza tedesca.

Suggerimenti all’Ascolto
Allegro assai con spartito:


  • Ludwig van Beethoven – String Quartet No. 13, Op. 130


  • QUARTET CASALS. Beethoven op.130. 4-Alla danza tedesca (Allegro assai)

Arnold Schönberg (Vienna 1874 – Los Angeles 1951)

  • 10 Walzer per orchestra d’archi
    I. Kräftig
    II. 
    Nicht zu rasch
    III.
    Etwas langsam
    IV. Etwas rasch
    V. Rasch
    VI.
    VII. Kräftig
    VIII. Getragen
    IX. Lebhaft
    X. Nicht rasch

Suggerimenti all’Ascolto


  • dal sito dedicato a Schönberg

oppure un tuffo nella dimensione amatoriale, molto vicina all’originale destinazione dei pezzi:


  • A. Schönberg – 10 frühe Walzer für Streichorchester

Si celebra, questa sera, la piccola forma della danza strumentale, così come è stata declinata, nelle sue molte identità e funzioni, dalla Vienna asburgica. L’avvio è dato dalle pagine per i balli di Corte di fine ‘700, in cui trovano uguale legittimità le figure e i passi della tradizione nobile e di quella popolare, rigenerati dalla creatività di Mozart e di Haydn, capaci con pochi tratti di produrre miniature incantevoli e di trasformare la musica d’uso in musica d’arte. Basta un quarto di secolo per assistere ad una trasfigurazione: le architetture della danza (e non solo quelle del Minuetto), incardinate nella tradizione maggiore del classicismo (Sinfonia, Quartetto, Sonata), sono oggetto, nell’ultimo Beethoven – quello del Quartetto op. 130 (polittico in sei movimenti, che nella prima “versione” aveva come finale la sbalorditiva Grande Fuga op. 133) – di una metamorfosi che può ancora nutrire le dimensioni oniriche ed evocatorie della contemporaneità di Fontanelli. Infine spetta ai Walzer del giovane Schönberg (che dal 1895 annaspava come violoncellista nell’orchestra di amatori – per lo più studenti di medicina – dell’associazione musicale viennese “Polyhymnia”, fondata e diretta da Alexander Zemlinsky) aggirare, con gusto post-brahmsiano, i richiami della dinastia degli Strauss e restare in equilibrio sull’abisso, allo spegnersi di una civiltà, storica e linguistica.

Tutto parte dalla biografia mozartiana. Nel dicembre del 1787, poche settimane dopo la morte di Christoph Willibald Gluck, Mozart riceve da Giuseppe II l’incarico di Imperial Regio Kammermusikus. Sembra finalmente arrivato, per il compositore salisburghese, l’adeguato riconoscimento ufficiale: una dignitosa retribuzione statale per fornire alla Corte le musiche da eseguire durante le feste organizzate nel periodo di Carnevale. Si tratta di ricevimenti che si tengono prevalentemente nella Sala del Ridotto (Redoutensaal) della Hofburg, aperti ad un pubblico socialmente allargato e caratterizzati dallo splendore dei cibi, delle bevande, delle danze e da una certa licenziosità (favorita dal mascheramento degli ospiti). Sfogliando il catalogo Köchel, dal 1788 in avanti (ad eccezione del 1790 quando lo spegnersi di Giuseppe II copre, con il silenzio del lutto, ogni effervescenza), s’incontrano decine di Danze tedesche, Minuetti, Ländler e Controdanze. La serie K 609 (per archi con aggiunta – ad libitum – di flauto e tamburo) punge la memoria dell’ascoltatore per la partenza con un numero costruito sull’aria “Non più andrai, farfallone amoroso” da Le Nozze di Figaro, e continua a deliziare in ogni angolo della partitura: la semplicità dell’armonia e dell’invenzione melodica danno il piacere della trasparenza e della perfezione spontanea.

Se per la casa d’Asburgo è un vanto commissionare ad autori famosi le musiche di Corte, Mozart, Haydn e Beethoven (il catalogo beethoveniano WoO – Werke ohne Opuszahl – nei numeri che vanno dal 7 al 17 comprende ben 108 danze, scritte tra il 1795 e il 1819) rispondono all’appello con la certezza di ulteriori buoni guadagni: così, riversando sommo ingegno nell’artigianato veloce, nascono gioielli alla portata di tutti i dilettanti, pezzi brevi capaci di trovare generale apprezzamento attraverso numerosissime copie fatte a mano o attraverso la stampa (delle parti complete o delle riduzioni per Klavier).

La raccolta delle 12 Danze tedesche di Haydn, stampata nel 1949, in una versione per orchestra d’archi curata da Bernhard Paumgartner (biografo mozartiano e schubertiano, compositore, musicologo e direttore d’orchestra, nume tutelare del Mozarteum e del Festival di Salisburgo), comprende un’antologia di arrangiamenti per archi di pezzi per tastiera. La scrittura è a tre parti (violini primi, secondi e cello), nella consuetudine delle danze stile Redoutensaal, e contiene i segni dell’ars magna compositiva per alcune varianti motiviche e insistenze ritmiche e per i sorridenti passi all’unisono.

La Sinfonia n. 13 appartiene, invece, al primo periodo di servizio di Haydn come Kapellmeister dei principi Esterházy presso il palazzo di Eisenstadt: la partitura presenta un’orchestrazione ricca (con quattro corni in re e timpani) e alcune preziosità (la timbrica luminosissima, il flauto solista del Trio del Minuetto, l’attacco in stile polifonico del Finale) che qui non abbiamo modo di verificare perché Enrico Bronzi ha voluto estrarre il solo tempo lento (dove corni, oboi e flauto tacent). Questo Andante cantabile – che è un vero e proprio movimento da concerto per violoncello solista, tripartito, con fluida melodia ornata e semplicissimo accompagnamento – prelude alla prima esecuzione assoluta di un lavoro commissionato dalla Società dei Concerti al compositore Simone Fontanelli, milanese di nascita e di formazione, vincitore nel 1995 del Salzburg International Mozart Composition Competition, molto attivo anche come direttore d’orchestra e apprezzato didatta all’università del Mozarteum di Salisburgo (www.simonefontanelli.com).

Lasciamo alle parole dell’autore l’illustrazione del suo nuovo lavoro: «Tagebuch eines fahrenden Tänzers è il mio secondo concerto per violoncello e archi scritto per Enrico Bronzi. È una specie di viaggio fatto di suoni, intrapreso dal violoncello, all’inizio in tono ironico e spavaldo, avventurandosi poi lungo percorsi in cui diverse situazioni si presentano. Il violoncello è un personaggio che vive una propria esperienza, attraversa vari luoghi, viaggia tra presente e passato in una dimensione onirica dove gli opposti possono coesistere e le varie realtà deformarsi a volte giocosamente a volte grottescamente. Lo sbucare all’improvviso di un tradizionale Ländler, come una scherzosa caricatura, fa salire su una specie di giostra dove tutto comincia a roteare. Si prosegue. Diverse danze tedesche vengono brevemente “evocate” durante il cammino: una di Beethoven, di Haydn, Schubert e una Allemanda di Sylvius Leopold Weiss. Si percorre così un viaggio talvolta faticoso dove, in fondo, quello che si desidererebbe trovare è una serenità che, se non reale, possa almeno essere sognata. E proprio questo sembra avvenire quando, ad un certo punto, i violini citano lontanamente l’incipit di una danza tedesca di Haydn (tra le preferite dallo stesso Enrico Bronzi), tanto quanto basta per riconoscerla e desiderarla. Ma quell’attimo viene travolto da altre situazioni. Ad un brutale fortissimo dell’orchestra segue un breve quanto assordante silenzio. Il violoncello allora riparte sulla linea di un recitativo, incamminandosi mestamente. La situazione e lo stato d’animo cambiano, acquistano eleganza e solennità e ci si incammina fino a ritrovarsi in una solenne Allemanda. Il viaggio continua ancora un poco, si attraversa un luogo dove frammenti di sei diverse danze di Schubert sono assemblati come in un caleidoscopio. Le tempeste sono passate. Il violoncello accenna un canto, rievoca quella danza di Haydn che prima aveva potuto solo sognare, e conclude, con semplici gesti di commiato, tutto il proprio cammino».

Sergio Cimarosti

CURIOSANDO

 1763

Haydn – Sinfonia n. 13

  • Si conclude la Guerra dei Sette Anni
  • A Bologna s’inaugura il Teatro Bibiena, a Vienna apre il nuovo Kärntnertortheater
  • Federico II di Prussia rende obbligatoria l’istruzione elementare, dai 5 ai 13 anni
  • Pietro Verri: Considerazioni sul commercio dello  stato di Milano

1791

Mozart – Märchenbilder K 609

  • Il Congresso degli Stati Uniti approva i Bill of Rights
  • Il papa Pio VI condanna la Dichiarazione dei diritti dell’uomo
  • Luigi Galvani: De viribus electricitatis in motu muscolari commentarius
  • Il Marchese de Sade pubblica il romanzo Justine o le disavventure della virtù

1826

Beethoven – Quartetto op. 130

  • A Vienna prima esecuzione privata del Quartetto per archi di Schubert La Morte e la Fanciulla
  • Muore Carl Maria von Weber e a Londra va in scena l’Oberon
  • Vincenzo Monti: Nel giorno onomastico della mia donna

 

1897

Schönberg – 10 Walzer

  • Alla Fenice di Venezia va in scena la Bohème di Ruggero Leoncavallo
  • Hugo Wolf compone i Michelangelo-Lieder
  • A Parigi Paul Dukas dirige il  suo poema sinfonico L’apprendista stregone
  • Primo congresso, a Basilea, del movimento sionista
  • Giovanni Pascoli: Il fanciullino
  • Bram Stoker: Dracula