NOTE DI SALA E GUIDA ALL'ASCOLTO - FILIPPO GORINI

Teatro Verdi, Riva 3 Novembre, 1 Trieste
Mercoledì 19 giugno 2019, ore 20:30

NOTE DI SALA

György Kurtág
(Lugoj 1926)
“Splinters”, Op. 6d 

Musicista dall’ immensa capacità comunicativa, György Kurtág è universalmente riconosciuto come uno dei più importanti compositori del panorama internazionale. In grado di vantare una carriera densa di successi ed importanti riconoscimenti quali l’ordine delle Arti e delle Lettere francesi nel 1985, il premio Herder nel 1993, e la nomina di compositore residente presso orchestre ed ensable prestigiosi quali i Berliner Philarmoniker, i Wiener Symphonikere l’Ensamble InterContemporain, l’autore ungherese utilizza un linguaggio estremamente colto e calibrato in grado di concentrare in piccoli ed espressivi frammenti combinazioni incredibili di effetti e colori. Tale lucidità compositiva appare evidente nei quattro brani per pianoforte intitolati “Splinters” (Schegge) dove in brevissimo tempo le innumerevoli e svariate possibilità timbriche della tastiera vengono esplorate in un continuo intreccio di dinamiche e contrasti.  

Robert Schumann
(Zwickau 1810 – Bonn 1856) 
“Kreisleriana” otto fantasie per pianoforte, Op. 16

  1. Ausserst bewegt 
  2. Sehr innig 
  3. Sehr aufgeregt 
  4. Sehr langsam 
  5. Sehr lebhaft 
  6. Sehr langsam 
  7. Sehr rasch 
  8. Schnell und spielend 

Per Robert Schumann musica e letteratura furono sempre estremamente connesse. L’autore infatti trovava spesso ispirazione da personaggi e racconti nei quali aveva avuto modo di imbattersi nel corso delle sue esperienze editoriali legate all’attività di famiglia e alla sua funzione di critico musicale presso la rivista Neue Zeitschrìft für Musik. In una lettera inviata ad un corrispondente francese Schumann scrisse: «Di tutte le composizioni degli anni attorno al 1838, Kreisleriana mi è la più cara ... Kreisler è un personaggio creato da Ernst Theodor Amadeus Hoffmann, è un maestro di cappella strano, esaltato, spirituale. Molte cose in lui vi piaceranno...». Il musicista immaginario concepito da Hoffmann colpì molto l’autore per il suo carattere geniale e tormentato, facendogli intravedere un’immagine speculare di sé stesso tale da portarlo alla realizzazione di quell’ autoritratto musicale che è l’op. 16. Nonostante il brano fosse stato concepito per Clara Schumann, venne pubblicato con dedica all’amico Fryderyck Chopin, e si componeva di otto fantasie caratterizzate dalla presenza di una grandissima varietà stilistica e cromatica data un’alternanza regolare di tonalità minori e maggiori in grado di esaltare stati d’animo talvolta concitati e nevrotici, talvolta più sereni e distesi, restando comunque intrecciate l’una all’altra in percorso coerente ed omogeneo. II primo pezzo, Äusserst bewegt(Estremamente mosso) fa seguire ad un principio vorticoso una sezione centrale dal carattere più calmo e sognante. Al contrario il secondo brano Sehr innigund nicht zu rasch(Assai intimo non troppo veloce) alterna ad una melodia di grande bellezza ed ampio respiro momenti più concitati per poi concludersi con una breve coda. Il movimento successivo, Sehr aufgeregt(Assai concitato) antepone un inizio febbrile ad una sezione centrale più lenta per poi trovare la conclusione in una coda violenta. Il quarto episodio sembra voler ricercare un clima sereno attraverso una frase d’ampio respiro, inframmezzata da una sezione centrale più mossa che fa infine ritorno alla trama iniziale predisponendo il terreno tonale per l’avvio del brano successivo, Sehr lebhaft(Molto vivace) dal carattere imprevedibile e capriccioso. Il sesto movimentoSehr langsam (Molto lento) presenta una suggestiva melodia inframmezzata da un paio di episodi leggermente più animati mentre il settimo episodio Sehr rasch(Molto veloce) al concitato carattere iniziale fa seguire una seconda parte più serena. L’ottava e conclusiva fantasia, Schnell und spielend(Veloce e scorrevole) presenta un incedere ossessivo, rasserenato da un primo intermezzo calmo e successivamente esasperato da un secondo momento più grave e violento che porta la Kreisleriana al suo sommesso epilogo.

Franz Schubert
(Vienna 1797 – 1828)
Sonata per pianoforte n. 21 in si bemolle maggiore, D. 960

  1. Molto moderato 
  2. Andantino sostenuto 
  3. Scherzo. Allegro vivace. Trio 
  4. Allegro ma non troppo 

Nel settembre del 1828 Schubert portò a termine tre grandi Sonate per pianoforte: la Sonata in do minore D. 958, la Sonata in la maggiore D. 959 e la Sonata in si bemolle maggiore D. 960. Purtroppo la scarsa considerazione di cui l’autore godeva all’epoca, al di fuori della produzione liederistica, ne impedì l’immediata pubblicazione ed il conseguente riconoscimento di capolavori. Bisognerà aspettare altri dieci anni perché le opere vengano pubblicate dall’editore Diabelli, che le dedicò a Robert Schumann, da sempre assertore della genialità del compositore viennese. La recensione che Schumann fece dei lavori sulla sua rivista risulta essere alquanto significativa:” notevoli, ma in un senso diverso dalle altre”: , in particolar modo le parole spese in favore della sonata in si bemolle maggiore D. 960 colgono in maniera molto sottile lo spirito dell’opera :” mentre in genere egli chiede tanto allo strumento, qui rinuncia volontariamente ad ogni novità brillante ed arriva ad una semplicità di invenzione ben più grande: altrove egli intreccia nuovi legami di episodio in episodio, qui invece distende e dipana alcune idee musicali generali. Così la composizione scorre mormorando di pagina in pagina, sempre lirica, senza mai pensiero per ciò che verrà, come se non dovesse mai arrivare alla fine, interrotta soltanto qua e là da fremiti più violenti che tuttavia si spengono rapidamente ”:. Il primo tempo della Sonata è un Molto moderatocaratterizzato da un incedere fantastico e sognante, libero da qualsivoglia restrizione, che pare assecondare i moti dell’animo in un continuo susseguirsi di sorprese tematiche ed armoniche, in aperta contrapposizione con lo stringente modello beethoveniano. Il tema d’apertura, delicatissimo, sembra una voce narrante, momentaneamente interrotta da un trillo nel grave che ricorrerà nel corso del movimento. Numerose variazioni sul piano armonico generano un fascino emozionante, che conduce l’ascoltatore attonito in una sorta di atemporalità musicale dove ogni elemento si compenetra con gli altri in un continuo ed espressivo gioco di colori che caratterizza il brano fino alla sua pacata conclusione. L’Andante sostenuto successivo mantiene l’atmosfera sognante del primo movimento, ammantandola però di un sentimento di velata tristezza. Una sezione centrale maggiore sembra voler portare un senso di ottimismo, tuttavia, il ritorno al tema iniziale conduce infine il movimento alla sua sommessa conclusione. Segue un breve e spensieratoScherzodai toni più brillanti, e momentaneamente più introversi nel Trio. L’Allegro ma non troppo conclusivo risulta anch’esso permeato da un carattere più leggero e brillante in grado di condurre il brano alla sua affermativa conclusione.

Jacopo Toso

Curiosando

1828

  • Unione dei piccoli Stati tedeschi per contrastare la potenza della Prussia
  • Dopo aver visitato la tomba di Haydn ad Eisenstadt in ottobre Schubert viene colpito da febbre tifoidea e muore il 19 novembre
  • Prime tournées di Paganini in Europa

 

1838

  • L’imperatore Ferdinando I d’Austria si fa incoronare re del Regno Lombardo–Veneto a Milano
  • Mendelsshon compone i Tre Quartetti per archi op. 44
  • Prima sperimentazione del codice Morse

 

1978

  • I paesi della CEE, esclusa la Gran Bretagna, approvano il Sistema Monetario Europeo
  • Il maestro José Antonio Abreu fonda l’Orchestra Sinfonica “Simón Bolívar”
  • Viene scoperto Caronte il primo satellite di Plutone